domenica 13 luglio 2008

PROSPETTIVE PER IL FUTURO



RIPORTO UN INTERESSANTE ARTICOLO INTERCETTATO SUL WEB...

DI RICHARD C. COOK
Globalresearch

È ufficiale. Segnatelo sui vostri calendari. Il tracollo dell'economia degli Stati Uniti è iniziato. E' stato annunciato la mattina di mercoledì 13 giugno 2007, dai giornalisti economici Steven Pearlstein e Robert Samuelson sulle pagine del Washington Post, uno di principali organi di famiglia dell'elite monetaria degli Stati Uniti.

L'articolo di Pearlstein era intitolato, "Il boom delle acquisizioni, quasi al fallimento" e riguardava la straordinaria quantità di debiti contro i profitti di gestione delle aziende attualmente soggette ad acquisizioni con capitali a prestito.

In un linguaggio alquanto allarmista per le pagine usualmente ultra-moderate del Post, Pearlstein ha scritto, "è impossible predire quando si raggiungerà il momento magico e tutti finalmente si renderanno conto che i prezzi che si pagano per queste aziende ed il debito sostenuto per supportare le acquisizioni, sono insostenibili. Quando accadrà, non sarà bello. Senza distinzione, i prezzi delle azioni e le valutazioni delle aziende crolleranno. Le banche annunceranno perdite decisamente dolorose, alcuni hedge funds chiuderanno le loro porte ed i fondi comuni di investimento privati registreranno utili deludenti. Alcune aziende saranno costrette al fallimento o alla ristrutturazione."

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FILMARI

Inoltre, "i prezzi delle azioni in caduta indurranno le aziende a ridurre le loro assunzioni e gli investimenti di capitali mentre i governi saranno costretti ad alzare le tasse o ridurre i servizi, poiché calerà il reddito derivato dalle tasse sui capital gains. E la combinazione di ricchezza diminuita e tassi di interesse più alti alla fine indurrà i consumatori a rinunciare ai loro consumi finanziati con debiti. È accaduto dopo che erano crollati i bond-spazzatura e i Risparmi e Prestiti della fine degli anni '80. È accaduto dopo il crollo delle telecom e del tecnologico di fine anni '90. Ed accadrà questa volta."

L'articolo di Samuelson, "la fine del credito economico", lascia la porta un po' socchiusa nel caso il crollo non sia davvero così severo. Ha scritto di tassi d'interesse in rialzo, "poiché aumenta il costo del denaro, il prestito e l'economia potrebbero indebolirsi. Il profondo crollo nell'immobiliare potrebbe peggiorare. Potremmo anche scoprire che il lungo periodo di credito a basso costo ha lasciato un residuo maligno".

Altri giornalisti su tribune meno prestigiose del Post hanno parlato dell'avvicinarsi di un tracollo finanziario per un paio d'anni. Fra loro c'era l'economista Michael Hudson, autore di un articolo sulla bolla immobiliare intitolato, "La nuova strada per la Servitù" nel numero di Harper del maggio 2006. Hudson in alcune interviste ha parlato di "una rottura nella catena" dei pagamenti dei debiti che conduce "ad un lungo e lento arresto economico", con "deflazione delle risorse", "inadempienze di massa sulle ipoteche", ed "un'enorme rapacità di beni" da parte dei ricchi che possono proteggere i loro contanti attraverso il riciclaggio del denaro ed il proteggersi con obbligazioni in valuta estera.

Fra quelli che si stima aprofitteranno del tracollo, c'è il Carlyle Group, il fondo d'investimento comune che include la famiglia Bush ed altri investitori di alto profilo con collegamenti all'interno del governo. Un memorandum del socio fondatore William E. Conway Jr. del gennaio 2007 ai manager dell'azienda, recentemente è apparso che ha dichiarato che, quando l'attuale "ambiente di liquidità"- ad es. credito a basso costo - termina, "l'occasione per comprare sarà di quelle che probabilmente capitano una sola volta nel corso della vita".

Il fatto che il crollo è ora annunciato dal Post indica che è un affare fatto. I membri del Bilderberg, o chiunque siano quelli a cui il Post fa riferimento, hanno deciso. Fai si che tutti sappiano forte e chiaro che è tempo di serrare i boccaporti, correre al riparo, preparare una scorta di cibo in scatola per un paio d'anni, difendere i vostri beni, qualunque essi siano.

Quelli che rimarranno nei guai saranno le persone qualunque i cui beni sono carichi di debiti, come le decine di milioni di creditori ipotecari, milioni di giovani con prestiti per studenti che non possono mai essere ripianati a causa della "riformata" legge del 2005 sul fallimento, o il gran numero di operai con il 401(k) (un tipo di piano d'investimento pensionistico basato su fondi, azioni ed investimenti sul mercato, n.d.t.) o altri programmi pensionistici che sono bloccati sul mercato azionario.

In altre parole suona stranamente come il 2000-2002 tranne forse per la scala molto più vasta. Allora era "soltanto" il decimo peggiore ribasso della storia del mercato, ma oltre un trilione di dollari in ricchezza era semplicemente scomparso. Ciò che fa sembrare l'odierno caso particolarmente sgradevole è che il precedente recupero che ora sta terminando - quello "senza lavoro" - era davvero anemico.

Nè Perlstein nè Samuelson arrivano al fondo della crisi benchè, come Conway del Carlyle Group, puntano alla fine del credito a basso costo. Ma i tassi di interesse sono fissati dalle persone che dirigono le banche centrali e le istituzioni finanziarie. Possono essere influenzati "dal mercato", ma il mercato è controllato dalla gente con soldi che desidera aumentare i propri profitti.

La chiave per capire ciò che sta accendendo è che la Federal Reserve si sta rifiutando di seguire il modello stabilito durante il lungo regno del Presidente della Fed Alan Greenspan in risposta ai vacillanti andamenti economici con pesanti infusioni di credito, come fece durante la bolla delle dot.com degli anni 90 e la bolla immobiliare del 2001-2005.

Questa volta invece, il successore di Greenspan, Ben Bernanke, non prende alcuna iniziativa. Con l'economia sull'orlo del collasso, la Fed sta permettendo che i tassi rimangano fissi. La Fed afferma che la sua politica è dovuta al pericolo di aumentare l' "inflazione inerziale". Ma questo non può essere vero. Il più grande articolo del consumatore, case e beni immobili, sta facendo il pieno. Ufficialmente, la disoccupazione è bassa, ma principalmente a causa di lavori nei servizi a bassa retribuzione. Le merci, inclusi cibo e benzina, sono risaliti ma ciò non è un motivo per permettere che l'intera economia nazionale sia sommersa.

Quindi cosa sta realmente accadendo? In effetti, è semplice. La differenza oggi è che la Cina ed altri grandi investitori esteri, compresi i magnati del petrolio del Medio Oriente, stanno dicendo agli Stati Uniti che se i tassi d'interesse scendono, svalutando quindi ulteriormente i loro già scivolosi portafogli in dollari, non sosterranno più con i loro investimenti i sovradimensionati deficit commerciale e fiscale degli Stati Uniti.

Naturalmente ci siamo infilati in questo dilemma spedendo nell'ultima generazione la nostra produzione industriale in Cina ed altri mercati con lavoro a basso costo. "L'egemonia del dollaro" sta fallendo. In effetti la Cina sta usando i suoi dollari americani per sostituirsi al Fondo Monetario Internazionale come prestatore ai Paesi in Via di Sviluppo in Africa ed altrove. Come offesa aggiuntiva, la Cina può ora imporre una nuova generazione di declino economico per la popolazione americana che è costretta a comprare i suoi prodotti al Wal-Mart esaurendo all'estero ciò che resta del debito disponibile nella nostra carta di credito.

Circa un anno fa, un ex funzionario del Ministero del Tesoro di Reagan, ora noto commentatore sulla TV via cavo, ha affermato che la Cina era diventata la "Banca d'America" e commentava favorevolmente che è "più economico stampare soldi che fare automobili". Ha ha.

E' davvero sconvolgente che nessuno dei candidati politici "di massa" di entrambi i partiti partito abbia attaccato questo argomento durante la campagna. Tutti sono pesantemente finanziati dall'elite finanziaria che avrà comunque profitto non importa quanto male debba patire l'economia degli Stati Uniti. Ogni candidato tranne Ron Paul e Dennis Kucinich tratta la Federal Reserve come la quinta immagine scolpita sul monte Rushmore. E perfino i cosiddetti progressisti stanno zitti. Il weekend prima che uscissero gli articoli di Perlstein e Samuelson, c'era un grande congresso progressista a Washington DC, chiamato "Domare il gigante corporativo". Non una singola sessione è stata dedicata agli argomenti finanziari.

Cosa potrebbe accadere? Suggerirei quattro possibili scenari:

Accettazione da parte della popolazione degli Stati Uniti di una diminuita prosperità e di un ruolo in declino a livello mondiale. Fare buon viso a cattiva sorte. Vivete con i vostri genitori fino alla quarantina anziché alla trentina. Fate 2 o 3 lavori part-time alla volta, se riuscite a trovarli. Morite giovani se perdete la vostra assistenza sanitaria. Dichiarate fallimento se potete, o semplicemente defilatevi dai vostri debiti finchè non riesumano il carcere per i debitori come hanno fatto a Dubai. Nel frattempo, la Cina compra negli Stati Uniti sempre più proprietà, case e attività, come hanno suggerito gli economisti più vicini alla Federal Reserve. Se sei un immigrante illegale intraprendente, continua a divertirti ad alimentare l'economia sommersa, evita le licenze commerciali e le tasse, ed affitta case collettive ai tuoi amici.

I tempi della crisi economica producono tensioni internazionali ed i politici tendono ad andare a fare la guerra piuttosto che affrontare l'argomento economia. L'esempio classico è la depressione mondiale degli anni Trenta che portò alla seconda guerra mondiale. Le condizioni nei prossimi anni potrebbero essere cattive come erano allora. Potremmo avere una guerra davvero grande se gli USA decidono una volta per tutte di disimpegnarsi e lasciare che la Cina, o chiunque altro, ci rimetta le penne. Se non vogliono più i nostri dollari o il nostro debito, che ne dite di un po' di bombe atomiche?

Forse alla fine avremo una rivoluzione sia dalla destra che dal centro che coinvolgerà la legge marziale, la sospensione della Carta dei Diritti, ecc., combinata ad un qualche genere di dittatura militare o di lavori forzati. Comunque siamo sulla buona strada. Dimenticatevi una rivoluzione dalla sinistra. Non vorrebbero che nessuno se la prendesse con loro per aver voluto essere troppo radicali.

Potrebbe mai esserci un reale tentativo di riforma, forse persino un semplice tentativo di tornare al New Deal? Dato che le cause della crisi sono monetarie, così devono essere le soluzioni. Il primo passo dovrebbe essere l'abolizione della Federal Reserve come banca d'uscita e la trasformazione da parte del governo federale del sistema di credito nazionale in un genuino programma di utilità pubblica. In questo modo potremmo ricostruire i nostri sistema produttivo ed infrastrutture pubbliche e sviluppare una politica di assicurazione del reddito che avvantaggerebbe tutti.

L'ultima è l'unica soluzione ragionevole. Ci sono riformisti monetari che sanno come farlo se qualcuno desse loro mezza chance.

Richard C. Cook è l'autore "Il Challenger svelato: un resoconto dall'interno di come l'amministrazione Reagan ha causato la più grande tragedia dell'era Spaziale". Analista federale in pensione, la sua carriera ha compreso lavori con la Commissione per il servizio civile USA, la Food and Drug Administration, la Casa Bianca di Carter e la NASA, seguita da 21 anni al Ministero del Tesoro degli Stati Uniti. Ora è uno scrittore e consulente con sede a Washington. Il suo libro "Sosteniamo queste verità: La speranza della riforma monetaria" sarà pubblicato alla fine di quest'anno. Il suo sito web è www.richardccook.com.

venerdì 11 luglio 2008

L'ignoranza è una brutta bestia...




...e da oggi ha anche un volto e un nome: eccolo. (davvero uno dei ragazzi più brutti che mi sia capitato di vedere in vita mia).

Bocciato per la seconda volta alla maturità, e i giornali, i siti web e i vari "mezzi di informazione" titolano: "Maturità, il figlio del Senatùr non ce la fa: futuro politico?", giustamente si chiedono: vista l'ignoranza, sarà quello il futuro che lo aspetta?

giovedì 10 luglio 2008

L'ANALISI PIU' LUCIDA.... COME SEMPRE


Caro direttore,
quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l’altroieri in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (il sottoscritto) avrebbero “insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa? Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da me stesso? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su you tube e sui siti di vari giornali, e sono spiacente di comunicarti che nulla di ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali (Unità compresa) è realmente accaduto: nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha “rovinato una bella piazza”. E’ stata, come tu hai potuto constatare de visu, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi (escluso ovviamente il mio).

Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano. Le prese di distanza e i distinguo interni, per non parlare delle polemiche esterne, sono un prodotto autoreferenziale del Palazzo (chi fa politica deve tener conto degli alleati, delle opportunità, degli elettori, di cui per fortuna gli artisti e i giornalisti, essendo “impolitici”, possono tranquillamente infischiarsi). La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Applausi contraddittorii, visto che gli applauditi dicevano cose diverse? Non credo proprio. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono.

Come mai allora questa percezione non è emersa, nemmeno nei commenti delle persone più vicine, come per esempio te e Furio? Io temo che viviamo tutti nel Truman Show inaugurato 15 anni fa da Al Tappone, che ci ha imposto paletti (anche mentali) sempre più assurdi e ci ha costretti, senza nemmeno rendercene conto, a rinunciare ogni giorno a un pezzettino della nostra libertà. Per cui oggi troviamo eccessivo, o addirittura intollerabile, ciò che qualche anno fa era normale e lo è tuttora nel resto del mondo libero (dove tra l’altro, a parte lo Zimbabwe, non c’è nulla di simile al governo Al Tappone). In Italia l’elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz’alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo “Stupid White Man” (pubblicato in Italia da Mondadori…), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l’ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la “sala orale”. In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film “Pulp Fiction” in “Peuple fiction”, irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di “antibushismo”, di “anticlintonismo”, di “antichirachismo”, di “insulti alla Casa Bianca” o di “vilipendio all’Eliseo”. Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale.

Quelli che son risuonati l’altroieri in piazza Navona non erano “insulti”. Erano critiche. Grillo, insolitamente moderato e perfino affettuoso, ha detto che “a Napolitano gli voglio bene, ma sonnecchia come Morfeo e firma tutto”, compreso il via libera al lodo Alfano che crea una “banda dei quattro” con licenza di delinquere. Ha sostenuto che Pertini, Scalfaro e Ciampi non l’avrebbero mai firmato (sui primi due ha ragione: non su Ciampi, che firmò il lodo Schifani). E ha ricordato che l’altro giorno, mentre Napoli boccheggia sotto la monnezza, il presidente era a Capri a festeggiare il compleanno con la signora Mastella, reduce dagli arresti domiciliari, e Bassolino, rinviato a giudizio per truffa alla regione che egli stesso presiede. Tutti dati di fatto che possono essere variamente commentati: non insulti o vilipendi.

Io, in tre parole tre, ho descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un’ ”aggravante razziale” e dunque incostituzionale, punendo - per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l’abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica. Veltroni sostiene che io avrei “insultato” anche lui, e che “non è la prima volta”. Lo invito a rivedersi il mio intervento: nessun insulto, un paio di citazioni appena: per il resto la cronistoria puntuale dell’ennesima resurrezione di Al Tappone dalle sue ceneri grazie a chi - come dice Furio Colombo - “confonde il dialogo con i suoi monologhi”. Sono altri dati di fatto, che possono esser variamente valutati, ma non è né insulto né vilipendio. O forse il Colle ha respinto al mittente qualche legge incostituzionale, e non me ne sono accorto? Sono o non sono libero di pensare e di dire che preferivo Scalfaro e i suoi no al Cavaliere? Oppure la libertà di parola, conquistata al prezzo del sangue dai nostri padri, s’è ridotta a libertà di applauso? Forse qualcuno dimentica che quella c’è anche nelle dittature. E’ la libertà di critica che contraddistingue le democrazie. Se poi a esercitarla su temi quali la laicità, gli infortuni sul lavoro, l’ambiente, la malafinanza, la malapolitica, il precariato, la legalità, la libertà d’informazione sono più i comici che i politici, questa non è certo colpa dei comici.

Poi c’è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più

mercoledì 9 luglio 2008

NO CAV DAY


riporto i link degli interventi di ieri fatti a piazza navona.
per chi non li ha visti o sentiti consiglio di approfittarne per capire come la stampa nazionale stà strumentalizzando quello detto ieri. ancora si parla della volgarità di sabina, come si parlava solamente delle volgarità di daniele (luttazzi) quando chiusero decameron...
siamo un paese piccolo con dei cittadini piccolissimi, nani direi.
W le persone libere che hanno qualcosa da dire...

TRAVAGLIO
http://www.youtube.com/watch?v=Uq_qm_CW4-M
DI PIETRO
http://www.youtube.com/watch?v=AUqjcW_silI
GUZZANTI
http://www.youtube.com/watch?v=zhbxQMcf-CY
OVADIA
http://www.youtube.com/watch?v=DrzOQQzGNKM
GRILLO 1
http://it.youtube.com/watch?v=OknMYfMnAUw
GRILLO 2
http://it.youtube.com/watch?v=r-bbJ83zIbk
CAMILLERI
http://it.youtube.com/watch?v=i3ZysFkMTZ0
CELESTINI
http://it.youtube.com/watch?v=5DMdKSmYD3A

mercoledì 2 luglio 2008

LA PAURA FA 2008


non è un momento "buono" quello che stiamo vivendo. segnali sempre più inquietanti mi arrivano sempre più violenti. una paura (in) fondata forse ma molto potente.
la stessa paura ossessiva che mi prese la notte del 14 aprile scorso.
paura che qualcosa di molto pericoloso stia accadendo in questo momento nel mondo. l'ascesa di nuovo ordine mondiale contro i poveri di tutto il mondo. sudditi quelli "occidentali" schiavi e merce tutti gli altri.
le associazioni di pensiero che mi portano a credere questo sono tantissime.
l'ultima, il via libera  del presidente della repubblica al DDL sull'impunità, l'ossessiva propaganda (l'attacco di questi giorni ha passato il livello di guardia), le forzature del trattato di lisbona, eccetera, eccetera, eccetera...

giovedì 26 giugno 2008

THE NEW WORLD ORDER

ECCO IL MOTIVO PERCHE' LA DESTRA FASCISTA E REAZIONARIA CHE E' AL POTERE IN QUESTO MOMENTO IN ITALIA VUOLE A TUTTI I COSTI I MILITARI PER STRADA.
NON E' PER LA SICUREZZA MA IL PREAMBOLO PER QUELLO CHE VERRA'....
BUONA FORTUNA A TUTTI...

Ecco cosa riporta il “Rapporto Urban Operations in the Year 2020” redatto dalla RTO (Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030).
La RTO, l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO è il centro di convergenza delle attività di ricerche/tecnologiche (R&T) per la difesa in seno della NATO.
L’Operazione Terrestre o Operazione Urbana (UO-2020) all’orizzonte dell’anno 2020 è uno studio che esamina la natura probabile dei campi di battaglia, i tipi di forze terrestri le loro caratteristiche e capacità.
Lo studio ipotizza l’andamento della popolazione mondiale entro l’anno 2020. Entro questa data il 70% della popolazione mondiale vivrà all’interno di zone urbane.
Il numero delle persone nel mondo supererà i 7,5 miliardi e ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali.
La necessità di una presenza (militare) massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica, spesso su periodi di tempo prolungati, resterà una caratteristica unica e persistente delle Operazioni Urbane. Questa necessità entrerà nel conflitto attraverso la domanda pressante da parte del mondo politico e del grande pubblico per azioni rapide, decisive e chirurgiche…

Ricapitolando:
- le guerre future saranno all’interno delle città;
- avremo eserciti lungo le strade (NATO o forze militari preposte);
- dal punto di vista psicologico sarà normalissimo avere militari armati in città;
- politici e cittadini richiederanno l’intervento dell’esercito;
- le forze militari utilizzeranno ogni sorta di arma (letale e “non-letale” ad alta energia);
- sommosse, scontri sociali, manifestazioni potranno essere sedate dall’esercito…
- stiamo andando verso la costituzione di uno “Stato militarizzato”.

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Esercito a pattugliare le strade delle grandi città.
Ma solo per pochi mesi?
Antonio Camuso – Osservatorio sui Balcani – 25 giugno 2008

Manovra propagandistica del governo Berlusconi o naturale conseguenza di piani decisi da oltre dieci anni da alcuni paesi della NATO?

Questa affermazione non è l'ennesimo tentativo maldestro di voler accollare a carico dell'Alleanza militare occidentale oscuri disegni di militarizzazione della nostra società, bensì il frutto di nostre ricerche su alcuni progetti, condotti sotto la guida del Pentagono e riguardanti l'uso degli eserciti nelle megalopoli del futuro.
Si tratta del lavoro di esperti NATO UO 2020 nel gruppo di studio SAS 30 Urban Operation in the year 2020 , al quale partecipano dal 1998 esperti di sette Nazioni della NATO ( Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Stati Uniti d'America ) e che ha gettato le basi per l'evoluzione dell'impiego dello strumento militare nello scenario più probabile del prossimo futuro.

Lo studio NATO U.O. (Urban Operations) 2020
Questo studio, ultimato negli ultimi mesi del 2002 e reso pubblico nei primi mesi del 2003, prima della guerra in Iraq, rende esplicito come in maniera omogenea il nocciolo duro del militarismo mondiale ritiene più che probabile le città del futuro come campo della Battaglia Finale, quella per la sopravvivenza del sistema capitalista e che il ruolo dello strumento militare avrà un carattere dominante anche in quelle che sembrerebbero essere normali operazioni di polizia urbana.
E' l'ambiente urbanizzato che si qualifica come il contesto nel quale l'Umanità del ventunesimo secolo condurrà una difficile vita: le sterminate megalopoli abitate da decine, se non centinaia, di milioni di esseri umani concentreranno nel loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista allo stadio supremo.

Differenze di classe e azzeramento dei servizi sociali capaci di attutire il senso diffuso di ingiustizia, degradamento delle complesse regole di interazione tra diversi strati della popolazione, scarsità di cibo e di lavoro genereranno forti conflitti tra diversi strati sociali,coinvolgendo il sistema statale locale e/o organismi e attività multinazionali
In questo contesto che le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle "ostili" o semplicemente "complici" dei nemici da colpire e neutralizzare senza il rischio di forti perdite o addirittura ritirate catastrofiche da banlieus in fiamme. Rischi di effetto domino su scala mondiale con scene di folle tumultuanti, affamate e disperate che assaltano centri commerciali, quartieri dell'alta borghesia e centri di potere provocherebbe il panico nell'intero sistema capitalistico. L'invio dell'esercito condotto con armi tradizionali e all'ultimo momento potrebbe essere addirittura controproducente scatenando ancor più le folle e i partiti di opposizione.
Per questo motivo nello studio UO2020 si consiglia così di iniziare gradatamente in base alle necessità ad utilizzare l'esercito in funzione di ordine pubblico man mano che la crisi mondiale quella che è ipotizzata per il 2020, si avvicina.

Piccoli interventi crescono.
Nel frattempo ogni paese aderente a questo gruppo compresa l'Italia deve finalizzare reparti appositi che si specializzino per condurre le operazioni di contenimento delle folle e di controllo del territorio compresi i rastrellamenti a caccia di sovversivi ed agitatori nei quartieri.

Il ruolo italiano nella costituzione dell'esercito internazionale antisommossa
L'Italia in questo campo ha proposto la possibilità di sviluppare nuove specializzazioni e di preparare personale addestrato a muoversi e combattere negli ambienti urbani ove occorre isolare quartieri, edifici, abitazioni, ma anche padroneggiare gli impianti di comunicazioni e distribuzione dell'energia e dell'acqua.
In effetti l'Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno di migliori fornitori di personale addestrato ad operazioni antisommossa a partire dai reparti dei Carabinieri che sono inquadrati, principalmente nell'area balcanica nelle MSU.

Da quando l'Italia si è impegnata a fornire personale nelle guerre umanitarie, aree militari sono state attrezzate per ricostruire ambienti urbani e rurali dove si addestrano carabinieri, parà, assaltatori e bersaglieri che vanno ad operare all'estero, mentre gli stessi reparti di polizia militare sono addestrati realmente, nell'ambiente metropolitano, con l'impiego di ordine pubblico quotidiano sul territorio nazionale e sono gli stessi che presto grazie al nuovo decreto sulla sicurezza del governo berlusconi vedremo operare nelle grandi città e a guardia di siti di rilevanza nazionale: discariche centrali nucleari in costruzione, termovalorizzatori ecc.
Addestramenti sul territorio nazionale sono stati condotti da tempo come per esempio quello del 28 febbraio 2003 che si concludeva presso il Centro di Addestramento alle CRO (Crises Response Operation/Operazioni di risposta alle crisi) di Cesano con la certificazione del 2° Corso per Istruttori della Forza Armata di "Controllo della folla" .
Corso svolto alle porte della capitale dal 17 al 28 febbraio condotto da istruttori della 2a Brigata mobile dei Carabinieri a cui hanno preso parte 7 Ufficiali, 19 Sottufficiali e 3 Vfb. E in cui a far da comparse nel ruolo dei sovversivi tumultuanti c'erano 50 Volontari in Ferma annuale del 7° Reggimento Bersaglieri.
La ricerca ossessiva di sistemi di controllo della popolazione ha nello studio NATO UO2020 alcune parziali risposte di natura tecnologica.

Il Reparto Logistico - Progetto tecnologie avanzate.
Nello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano è il Reparto Logistico- Progetto tecnologie avanzate che sta curando l'applicazione di quanto appreso nel Gruppo di lavoro NATO Urban operations 2020.
Lo Scenario URBAN WARFARE coniugato alla lotta al terrorismo globale, ovvero a tutto ciò che potrebbe essere pericoloso all'Impero Globale è affrontato su tutti i suoi aspetti, fuorchè le motivazioni che potrebbero essere le radici di forme di contestazione "estreme" , quale anche quella del passaggio dalla opposizione politica a quella armata.

I ROBOCOP imperiali.
Il futuro soldato che l'Esercito Italiano impiegherà per le operazioni urbane sarà dotato oltre che da armi convenzionali ultratecnologiche, come già spiegato nel paragrafo "il sistema soldato", anche di sistemi d'arma bivalenti letali /non letali. E' un esigenza che nasce dalle numerose operazioni di "guerra umanitaria" nelle quali il nostro esercito da oltre un decennio è pienamente coinvolto con le operazioni all'estero, ma anche dall'esperienza di operazioni di polizia ed ordine pubblico interno nelle quali esso si è trovato a collaborare con altre forze di polizia ( es. Vespri siciliani) o operare autonomamente (operazioni antimmigrazioni controllo coste del Salento)od infine in occasione di summit internazionali (es. Genova 2001 o Pratica di Mare 2003).

Il programma armi non letali.
Nel programma "non lethal weapons" redatto dallo Stato Maggiore Esercito sono previste le forniture ai reparti di una nuova famiglia di bombolette spray al peperoncino di diverse dimensioni e portata, tali da essere utilizzate efficacemente contro gruppi composti da numerose persone o contro singoli. Queste bombolette diventeranno così una dotazione base montata sui mezzi dell'esercito, blindati, carri armati, jeep ma anche come "arma da fianco" per ogni singolo soldato impiegato in "operazioni umanitarie".
Con queste specifiche l'esercito italiano sta finanziando piani di ricerca e sviluppo in collaborazione con le industrie interessate sia italiane che estere.

Per le operazioni antisommossa e di controllo urbano lo stato maggiore dell'esercito italiano sta definendo un programma di sviluppo di armi letali/non letali, in particolare fucili automatici dotati di puntamento ottico, che farebbero uso di "proiettili ad alta deformabilità e ad energia cinetica costante.”
A causa di problemi di bilancio solo poche risorse finanziarie sono state potute esser destinate a questi avveniristici progetti, ma ora che con il plauso del parlamento e dell'opinione pubblica spaventata da clandestini e microcriminalità, vedremo i blindati dell'esercito aggirarsi per i nostri quartieri, le richieste di migliori e più consone dotazioni si faranno pressanti.

Grandi affari quindi per le industrie che con molta discrezione da 10 anni (con l'assenso di governi di centro sinistra e centrodestra succedutisi alternativamente) a questa parte stanno tessendo una lunga rete trasversale di simpatie e di interessi e che non vedono l'ora di mostrare l'efficacia dei nuovi prodotti sui corpi di clandestini, accattoni, prostitute, drogati e scippatori, prima o poi su sovversivi contestatori di una società che produrrà miliardi di diseredati e un pugno di nababbi, infine sull'umanità sofferente del terzo millennio.

Antonio Camuso
OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI

martedì 24 giugno 2008

Di chi è la colpa?




"Ogni mattina, nel tragitto dal letto alla cucina, passo davanti al mio armadio con l’anta a specchio. L’anta è rigorosamente chiusa perché la sera prima l’ho chiusa sbattendola prima di infilarmi sotto le coperte. Ma al mattino è di nuovo lì che mi aspetta. Quindi la apro. L’anta fa un eeeek alla Dario Argento ed eccola lì, Pulsatilla, che compare in tutta la sua beltà, nuda come un verme. Quello è il momento peggiore della giornata. Il momento del check. Il cuore mi salta in gola. Temo di vedere quello che non vorrei mai vedere. Un brufolo, un punto bianco, la pelle che si lamenta delle sigarette, una smagliatura, qualche etto che nottetempo è diventato tangibile, cellulite in più, capezzoli che non puntano il soffitto come vorrei. È stressante. Soffro di paure che sono state inventate a tavolino da altri. Paure artificialmente generate per stimolare l’acquisto di prodotti. Ho letto che il 98% delle donne soffre di cellulite. Soffre. In realtà di cellulite non si soffre, la cellulite se ne sta lì placida, adagiata su un fianco, e non dà alcun fastidio. Anzi, se devo dirla tutta la mia è cellulite di qualità, frutto di ottimi pranzi e ottime cene in cui mi sono divertita e ho sbevazzato in allegria, frutto dell’olio extravergine di oliva torbido e aromatico delle mie terre, frutto di gelati leccati sulle più fighe panchine di tutto il mondo, per la miseria. Le donne senza cellulite sono donne senza passato. E poi: ma vedi un po’ tu se il 98% delle donne deve fare il diavolo a quattro per assimilarsi a quel misero 2%. Sarebbe più logico il contrario. Ma l’unica logica di cui ci si occupa è la logica del profitto."

by Pulsatilla

(quando si dice, dar voce ai pensieri altrui...)