...via co' sti motorini, vvvia!!!

martedì 19 luglio 2011

Qualcuno era comunista?



Come si fa a dire che è in atto una crisi di sistema e nello stesso tempo affermare che la crisi economico-finanziaria rischia di investire direttamente l'Italia? Come si può dire che in Italia c'è una crisi politico-istituzionale, del Parlamento e tener fuori il P.D .? Ce lo spiega Massimo D'Alema oggi sull'Unità, attenti bene perché è roba da schizzofrenia acuta. Non solo, tira fuori, come sempre del resto, il protagonismo giudiziario simile a quello del 1992. Incredibile! Ma la migliore di tutte è: non emerge con chiarezza un'alternativa, una via d'uscita. Basterebbe leggere Samir Amin o Serge Latouche per avere qualche chiarimento su come si dovrebbe uscire da questa crisi ovviamente da sinistra, cosa che D'Alema e il P.D. bersaniano hanno perso completamente di vista. Ma ecco la ricetta secondo D'alema per superare finalmente questa situazione ed uscire dal Berlusconismo (l'iperliberismo che invece ci ha portato a questa catastrofe non viene neppure menzionato):
Per una nuova coesione sociale, baffino chiama all'appello i sindacati e la borghesia prima di tutto, il presidente di Italiani europei fa appello ai movimenti e tira in ballo alcuni "cattivi maestri" (senza far nomi ovviamente) tralasciando che i movimenti sono tali proprio perché vanno contro un partito come quello democratico. Dulcis in fundo, chiede coesione al suo progetto anche alla chiesa. Veramente allucinante. In altri termini, dopo tutto quello che è successo in questo Paese, il P.D. per penna di Massimo D'alema chiama in causa una grande coalizione che parte da Fini e arriva fino a Vendola, l'apertura ai movimenti è talmente irricevibile che nessuno si sognerà di fare una benché minima apertura. Leggevo Preve ieri che scriveva (e con molta ragione) che l'allora D.S. era non più un avversario politico per chi si sente veramente comunista, ma un nemico politico. Questo scritto di D'Alema oggi sull'unità rafforza ulteriormente quell'acuta affermazione.

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