
martedì 24 novembre 2009
Tanto per rimanere sull'argomento.

venerdì 20 novembre 2009
Comunione e fatturazione

"A differenza di Tangentopoli, non c'è un Mario Chiesa che crolla e parla. Però ci sembra di stare vicino a un sistema di corruzione molto esteso" così si legge nel retroscena a pagina 25 di Repubblica del 20-11-2009. Siamo di fronte ad una nuova Tangentopoli?
giovedì 5 novembre 2009
Piero Brambilla Ostellino
L'editoriale di oggi è affidato a Piero Ostellino, vice direttore, se non sbaglio, della storica testata di via Solferino. I passaggi salienti di questo modesto articolo sono riassunti in tutte le uscite televisive dei berluscones, in primis il "ministro" Brambilla, che l'altra sera a Ballarò non faceva che ripeterli ad ogni intervento: ottima gestione delle "emergenze" rifiuti a Napoli e terremoto in Abruzzo, ottima politica estera con Russia e Libia (due dittatori) facendo incazzare non poco gli U.S.A., aggiungendo il merito (???) di aver salvato l'Italia dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto giustificando persino la sua (di Berlusconi) vocazione monopolistica. Il noto liberale rimprovera invece, al capo del governo, tre riforme "promesse e non realizzate": quella fiscale (tre aliquote, zero, 23 e 33 per cento) e un taglio progressivo dell'Irap; quello della pubblica amministrazione (riduzione della spesa e semplificazione legislativa); quella giudiziaria (separazione delle carriere). Sempre secondo Ostellino le colpe di questa mancata "rivoluzione" non sono tutte del governo e del suo primo ministro, ma anche, i ritardi culturali del Paese, le resistenze corporative e infine la terribile crisi economica.
Vorremmo ricordare al grande liberale Ostellino quanto segue: le "emergenze" proprio perché emergenze non dovrebbero nemmeno essere annoverate nell'azione di governo in quanto azioni straordinarie dovute a cause di forza maggiore alle quali nessun governo poteva e doveva tirarsi indietro. In più, i rifiuti di Napoli sono scomparsi solo dalle tv per essere sostituiti da quelli che, come Ostellino, dichiarano che il problema è stato risolto, va aggiunto che nel frattempo Palermo, Catania e qualche altro centro del sud di cui non ci sono notizie sono arrivate allo stesso punto di Napoli. Gli sfollati abruzzesi sono ancora in gran parte nelle tende. I rapporti con Putin e Gheddafi ci stanno mettendo in grave difficoltà internazionale con gli U.S.A. nei confronti dei quali siamo sempre una sorta di cortile di casa (se l'è dimenticato forse questo Ostellino?), le enormi figuracce fatte dal premier ad ogni incontro internazionale poi hanno enormemente danneggiato la nostra credibilità e infine la mossa dello scudo fiscale ha aperto un conflitto incredibile con la nazione neutrale per eccellenza, la Svizzera.
Veniamo poi alle tre promesse non mantenute.
Taglio delle tasse. In un Paese dove gli unici che pagano le tasse sono quelli a basso reddito perché tutti gli altri evadono, il taglio delle tasse sembra quantomeno assurdo, direi prima facciamole pagare a tutti invece di fare sempre condoni, poi si potrà pensare di abbassare le aliquote a chi guadagna poco, solo a chi guadagna poco, quelli che guadagnano tanto avranno comunque i soldi per sopravvivere alla grande. L'Irap è solo per le aziende e finanzia la sanità, se Ostellino ci spiega dove trovare le coperture necessarie ci farebbe un enorme piacere.
Pubblica amministrazione. Brunetta non ha fatto che colpire le ultime ruote del carro, rivelandosi poi come sempre, una cosa oltre che profondamente ingiusta, soprattutto inutile. Anche qui bisogna colpire quelli che stanno sopra nella catena di comando se si vuole cambiare qualcosa, ma per un governo che rappresenta le élite è una cosa piuttosto complicata.
Riforma giudiziaria. La separazione delle carriere era un punto del progetto eversivo della P2 quindi è sbagliato a prescindere. Berlusconi pensa di riformare la giustizia solo per sfuggire ai processi e mai per aiutare i cittadini che come Bianzino e Cucchi entrano in galera per un po' di hascisc e ne escono in una busta di plastica.
In conclusione niente di questo articolo è salvabile se si conoscono davvero i problemi del nostro Paese. Vorrei tanto sapere perché un buon direttore come De Bortoli pubblichi queste nefandezze, poi se uno pensa a chi sono gli azionisti del C.D.S. ha la risposta e gira pagina, o ci scrive una nota come me :).
mercoledì 14 ottobre 2009
PD, PDL, e la vera sinistra che non c'è

Il momento è tragico, la crisi non è affatto finita anzi deve ancora entrare nel pieno, se i dati economici ascoltati ieri su radio 24 sono veritieri e, non c'è nessun motivo per pensare il contrario. Radio 24 è la radio del sole 24 ore e visto che l'ascolto è quasi nella totalità composto da persone che hanno i soldi le informazioni vanno date bene. Il dato più allarmante e che più mi fa credere che della crisi non ne usciremo facilmente è il prezzo dell'oro che ieri ha raggiunto il suo punto più alto di sempre.
martedì 13 ottobre 2009
Indro era un'altra cosa.
Ieri sera dopo molto tempo ho rivisto il Tg1 dall'inizio potendo così vedere la parte politica di Min zo lin. Lo scontro con la parte di élite che non sopporta Berlusconi si acuisce sempre di più e il direttore zerbino che si è scelto fa la sua parte. Nel suo solito editoriale domenicale Scalfari dalle colenne del suo giornale redarguiva nemmeno tanto gentilmente Ferruccio de Bortoli per la sua linea editoriale troppo debole contro il governo, stessa cosa aveva fatto Marco Travaglio, anche se per essere onesti Travaglio ha sempre attaccato, giustamente, il corriere delle banche, anche quando scriveva per l'Unità, alcune sue rubriche su Ostellino, Battista, Galli della Loggia sono da antologia giornalistica. Il tg 1 di ieri sera era assurdo, veniva intervistato prima De Bortoli che apriva il fuoco di fila verso Scalfari e Travaglio poi venivano ascoltati i pareri del cerchiobottista Polito (uno dei peggiori giornalisti italiani, non si sa perché amico di D'Alema a cui è stato anche dato il privilegio di mettere la sua redazione nella gloriosa sede di via delle botteghe oscure) che difendeva Ferruccio sia dal Premier che da Scalfari (cerchiobottista appunto) e poi il portavoce televisivo del cavaliere Belpietro (con doppia marketta ad Angelucci editore sia del Riformatorio che di (non)Libero), nessuno per Repubblica. La scorrettezza di questo gesto è stato poi giustamente evidenziato dallo stesso Scalfari che ha chiamato telefonicamente L'infedele su la 7 del suo amico Lerner, era presente in studio proprio de Bortoli. Queste guerre fra ricchi non mi toccano più di tanto ma la scorrettezza fatta contro chi non è allineato al capo mi fa parteggiare per De Benedetti, fermo restando che se sparissero tutti e due (Berlusconi e De Benedetti) e i loro averi fossero ripartiti equamente tra chi ne ha bisogno sarebbe assolutamente meglio. L'intervento di uno degli ultimi decani del nostro giornalismo è stato un po' moscio, non aiutato dal pessimo audio della telefonata Scalfari ha forse usato troppo bon ton verso de Bortoli e soprattutto non ha attaccato per niente il vice direttore di Feltri anche lui presente che ne aveva dette di tutti i colori fino a quel momento.
Tutti e due ex fascisti, tutti e due ricchi e borghesi, amici delle élite compreso Berlusconi, tutti e due molto distanti da me, tutti e due ottimi giornalisti ma Montanelli era un'altra cosa.
Indro vorrei davvero sapere cosa diresti ora.
venerdì 2 ottobre 2009
Puttane di regime

Ieri sera il "tribuno della plebe" ha organizzato una puntata davvero niente male.
giovedì 1 ottobre 2009
Gelmini-Caligola

"Vorrei che a farlo cadere fosse un giudizio elettorale sul suo operato politico, e non una campagna giornalistica sulle sue scopate con le escort: soprattutto quando questa campagna è spalleggiata da Avvenire, che ha usato ben altri pesi e misure per la pedofilia ecclesiastica e per la sua copertura da parte dell'allora cardinale Ratzinger (...) Il mio problema è proprio lei signor ministro. E non tanto e non solo perché ricopre una carica per la quale non ha la minima competenza, ma anzitutto e soprattutto per le innominabile motivazioni che hanno portato lei e la sua collega Mara Carfagna alla carica che ricoprite (...).