...via co' sti motorini, vvvia!!!

lunedì 27 ottobre 2008

L'ASSE DEL BENE


Dove la sinistra RESISTE

Il 24 ottobre il circolo A.R.C.I. “Sette Fratelli Cervi” di Nepi, insieme all’ A.N.P.I. provinciale, ha proiettato nella splendida sala Nobile del Comune, “L’asse del bene”, un documentario di Fulvio Grimaldi.
La serata è iniziata con un buffet offerto dall’ A.R.C.I. nepesino per tutti gli avventori e proseguito con un’ ampia presentazione del filmato, prima da parte del segretario provinciale dell’A.N.P.I. (che non ha lesinato critiche e disappunto per la totale assenza dei dirigenti del circolo locale “Emilio Sugoni” e notando con piacere che nonostante questo i partecipanti non fossero pochi) che ha poi passato la parola al giornalista (ex di liberazione e numerose altre testate, nonchè “attore”, nella parte di se stesso, nello splendido film di Elio Petri con Gian Maria Volontè, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”).
Dall’alto della sua decennale esperienza “sul campo”, l’autore ha illustrato ai presenti l’attuale vera situazione dei paesi latino-americani: Cuba, Ecuador, Bolivia e Venezuela su tutti, ed è entrato nello specifico spiegando come Paesi e popolazioni “dall’occidente” li ritengano retrogradi e sottosviluppati.
“NON è affatto così”, ripete più volte Grimaldi durante il suo discorso; e nel documentario lo mostra, con immagini, suoni e atmosfere che difficilmente siamo abituati a vedere.
Molti Paesi nel mondo hanno scelto, o meglio stanno solamente provando a farlo, un modo di vivere diverso dal nostro e non è scritto da nessuna parte che sia il nostro, quello giusto: “non si allineano agli USA come noialtri, è questa la verità” secondo Grimaldi e questo vale per i paesi di cui parla il suo documentario, come per il troppo bistrattato Iraq, per Haiti, come per Timor Est e per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Credono che un’altra società, diversa dalla nostra, quindi più equa e giusta, sia possibile. Sperarlo e lottare per ottenerla non basta mai e, da questi popoli, gli italiani stretti in una “democrazia apparente” fra Berlusconi e Veltroni hanno solo da imparare.

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