...via co' sti motorini, vvvia!!!

domenica 15 maggio 2011

Le elezioni


Oggi e domani si vota per rinnovare un bel po' di comuni e qualche provincia. Di comuni molto importanti che vanno al voto ce ne sono 4 che hanno un peso diverso, perché hanno una rilevanza molto più nazionale di altri: Napoli, Milano, Torino e Bologna (in ordine di importanza politica).
Napoli, città unica al mondo sotto tantissimi aspetti, è, a mio parere, la più importante per diversi motivi. Fu una delle prime città a ribellarsi per bene dal nazifascismo (anche perché "l'americani" arrivavano dal sud) e la giunta uscente è di centro sinistra, che non lascia una gran bella eredità, almeno mediaticamente. Poi tutti dovrebbero sapere, e fortunatamente i napoletani ormai lo sanno, che i veri problemi sono nella difficoltà enorme dei rapporti fra comune, provincia e regione (le ultime due di centro destra dopo la sconfitta di Bassolino che non ha fatto un gran lavoro nel suo secondo mandato). Di certo la partita è complicata, di sicuro si andrà al ballottaggio visto che il candidato del centro destra Littieri non gode di grandissima stima fra i suoi (si dice che fu contestato anche in una cena elettorale dal suo "sponsor") e il centro sinistra va diviso: da una parte P.D. e S.E.L. con un candidato mediaticamente debole e dall'altra IDV più tutta la sinistra radicale, compresi alcuni centri sociali, con un candidato mediaticamente forte come De Magistris. Il problema nascerà se a sorpresa (vista la somma dei voti nazionali di IDV e FED al ballottaggio contro Littieri), ci andrà l'ex P.M. e non Morcone. Infatti, se dovesse (come dovrebbe essere normale, ma Napoli di "normale" non ha quasi nulla, compresa la sua enorme bellezza), andare al ballottaggio il P.D. quelli che hanno votato per De Magistris confluiranno sicuramente a Morcone, permettendogli, se non di vincere, comunque di giocarsela ai punti. Se invece a prevalere fosse la "guardia rossa"? Bè non so quanti elettori di centro sinistra andrebbero a votare e quanti addirittura voterebbero Littieri...
Sarebbe una bella sfida per la dirigenza del partito democratico nazionale, una domanda: ma a Napoli il partito è ancora commissariato? Certo De Magistris circondato da molti compagni più o meno veri sarebbe davvero una grande sfida per la sinistra italiana.

Milano, altra città importante per il destino politico dell'Italia, medaglia d'oro alla resistenza, la città di Piazzale Loreto, ora centro di potere berluscon-leghista-fascista. Il candidato del centro sinistra-sinistra è Giuliano Pisapia, ex soccorso rosso, uno che è riuscito a fare quello che a Napoli non s'è fatto. Prende dagli ex margherita fino ai centri sociali passando da quelli che i coglioni chiamano radical chic (anche io sono un coglione visto che per sfottere qualche amico uso quei termini :)) e ha in lista Milly Moratti... Qui Berlusconi non può perdere (così pensa lui), qui è nato il berlusconismo con telemilano e Milano 2, qui c'è il milan che con lui presidente ha vinto tutto, qui c'è il vero potere di Berlusconi. Potrebbe perdere nella sua città? Sì, potrebbe perdere. Per vari motivi: il primo, senza ombra di dubbio, perché è in declino, dopo 20 anni di bugie e affari personali anche le pecore si rompono le palle. Ma ce ne sono molti, molti altri: è un candidato che lascia dopo il primo mandato molti scontenti fra il popolino (e questo sarebbe pure quasi normale, visto che è miliardaria), ma incredibilmente anche gli imprenditori, i costruttori, la borghesia, nonostante una torta enorme da spartire come l'expo 2015. In più il partito è diviso, anzi lacerato da lotte intestine (il presidente della giunta uscente si candida a sindaco), calcolando che la Moratti vinse con il 52% e, a meno che Palmeri non prenda meno del 2%, il ballottaggio è sicuro. Che succederà allora se a Milano sarà ballottaggio? La mia impressione è che al secondo turno vincerà Pisapia, vuoi perché alla fine cambiare amministrazione dopo quasi 20 anni è quasi fisiologico, vuoi soprattutto perché penso che alla Lega convenga perdere e Casini e Fini farebbero una figura di merda epocale se dessero indicazioni di voto per la Moratti. Alla Lega converrebbe perdere perché così potrebbe scaricare le colpe su Berlusconi e inizierebbe a giocare in proprio per il prossimo candidato, quello del 2016, salvo regali di una giunta che per forza di cose si prospetterebbe abbastanza eterogenea. Fini e Casini non possono dare indicazioni di voto per la Moratti perché hanno fatto una campagna elettorale tutta all'insegna dell'anti morattismo e dell'anti berlusconismo.
Quindi i risultati in queste due città sono estremamente importanti.
Poi c'è Torino. Qui, salvo grosse sorprese, il pluri deputato Fassino non dovrebbe avere grossi problemi, se non a vincere al primo turno (cosa comunque abbastanza probabile) perlomeno al secondo, sia perché alla fine televisivamente e giornalisticamente parlando Chiamparino gli lascia una discreta dote, sia perché il centro sinistra non è spaccato come in altre parti. Inoltre, Fassino è molto conosciuto e il suo avversario un "signor nessuno".
Infine Bologna, storica "città rossa", che però con la giunta Guazzaloca è già caduta. Qui la storia è abbastanza particolare. Per anni amministrata sempre da sinistra, dopo la reconquista con Cofferati ha vissuto momenti delicati. La vittoria di Del Bono, dopo un'amministrazione terminata con una fine indecorosa dell'ex CGIL, faceva ben sperare, ma le dimissioni per lo scandalo delle gite con l'amante fatte con i soldi pubblici, il commissariamento, un candidato sicuro vincente (Cevenini) costretto al ritiro per motivi di salute, sostituito con Merola che colleziona gaffes a tutto spiano, rimettono in bilico una delle città più rosse d'Italia. Qui, se il centro sinistra non dovesse vincere al primo turno al ballottaggio, sarà una bella sfida che potrebbe portare anche alla vittoria il centro destra. Non sarebbe scandaloso, forse uno smacco, ma i bolognesi sapranno come sopravvivere e rimettere le cose a posto (chissà che fra 5 anni non sia Bersani il candidato sindaco di Bologna).
Quindi da oggi alle 08:00 la "parola" passa al popolo bue, 13 milioni di "cittadini" andranno a votare decidendo non solo per i loro comuni e le loro province ma anche per il governo nazionale.

Attenti bene a quello che fate!

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